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mercoledì, 17 gennaio 2007

Si è dimesso anche il terzo consigliere del cda Alitalia. Sono rimasti solo Cimoli e Sabatini. Domani pare si potrebbero dimettere le hostess. Venerdì scorso si erano già dimessi i nastri trasportatori per i bagagli e qualche metal detector. I piloti si sono dimessi il mese scorso. Gli aerei resistono, contrattando con i sindacati. Ma le frange estreme tentano di boicottare le trattative: le ali e gli alettoni sono in sciopero. Dimissioni anche per le torri di controllo, il cui abbandono ha solevato un polverone (e te credo, venti metri di cemento...). I duty free minacciano di mettere i prezzi delle boutique Bulgari. I più minacciosi rimangono i carrelli per l'atterraggio. "Siamo carrelli" ha esclamato ieri un portavoce "e da domani per venire fuori vogliamo i 2 euro come alla standa!"

Durissima la replica di Cimoli: "Nove milioni di euro di liquidazione? E basta?"

postato da: sdrella alle ore 13:40 | Permalink | commenti (2)
categoria:pollitica
lunedì, 15 gennaio 2007

Evvai! Anche questa è fatta! Berlusconi è stato prescritto per la .....esima volta!

Che bella cosa la prescrizione. Io delinquo a spronbattuto, magari nei furiosi anni ottanta, in modo da accaparrarmi un bel gruzzolone di denaro. Poi mi beccano. Porca puttana mi beccano! Ma il gruzzolone torna comodo. Pago l'avvocato Ghedini, che costa un casino di soldi perchè non è umano (è un incrocio ottenuto in laboratorio mescolando il DNA di Celentano e di Varenne) e perchè è un mito nel salvare il culo dei farabutti. Il Ghedini si mette al lavoro e scarta subito l'idea di provare la mia innocenza. Sarebbe come provare la verginità di Cicciolina. Preferisce dilatare, allungare, elevare all'ennesima i tempi del processo. Perchè oggigiorno essere prescritti è meglio che essere assolti. Perchè rubare e farla franca è molto più "cool" di non rubare e vederselo riconoscere. Così, da un giorno all'altro, io passo dalla condizione di inquisito a quella di non-processabile. Che è una figata pazzesca! Dieci cento mille volte meglio della condizione di assolto. Perchè da prescritto puoi guardare in faccia i giudici, gli avvocati dell'accusa e gli italiani con la smorfia sorniona di chi dice "adesso non mi potete fare più nulla!"     Che è il principio base DELL'INCULATA! Se poi durante il lasso di tempo trascorso tra il reato (gli anni ottanta, mitici...) e il processo sono pure riuscito a diventare presidente del consiglio e a fare una legge che dimezza i tempi di prescrizione, beh, sai come stragodo?!!!

Io Berlusconi lo invidio. Perchè gode. Gode. Gode. Gode. Gode.

postato da: sdrella alle ore 13:15 | Permalink | commenti (1)
categoria:pollitica
venerdì, 08 dicembre 2006

Ieri sera Paul Ginsborg, ospite di Santoro ad annozaro, ha detto una cosa che mi ha fatto tremare sulla poltrona. Poche parole, dette con la dolcezza e l'efficacia proprie delle persone intelligenti.

Preambolo: ospite in studio c'è Sandro Bondi, il mago Otelma della CdL. Si parla della manifestazione del 2 dicembre a piazza San Giovanni. E' chiaro che ci sarà battaglia. Il servizio di rai2 che riprende parti del corteo mostra la peggio gente: neofascisti con la bandiera di Forza Italia, giovanotti che fanno il saluto romano, donne over 40 che inneggiano a berlusconi come a un lapdancer da balera la sera dell'8 marzo. Faziosità? Non lo so. quella gente in piazza c'era davvero, non erano figuranti. Finisce il servizio e Bondi prende la parola. Sembra uno Zeppelin che sta per scoppiare. Sciorina un sermone a metà tra le minacce divine ad Adamo ed Eva (lavorerai con sudeore...partorirai con dolore) e le parole di un operatore sociale degli alcolisti anonimi. parla dell'odio della sinistra e dell'amore della destra, della cattiveria di Santoro e della bontà ascetica di Berlusconi. Ma soprattutto, fedele alla linea di partito e al brand marketing del suo padrone, parla di libertà. Libertà in tutte le salse, in tutte le frasi, all'inizio e alla fine di tutte le affermazioni.

La discussione traballa, visto che a sandro Bondi è opposto Antonio Di Pietro (roba che anche la Borromeo sembra uscita dall'Accademia della Crusca...). A questo punto s'inserisce Ginsborg. Accenna una considerazione ma viene subito interrotto da Bondi con queste parole (...mi scusi professore, ma deve sapere che la storia italiana è molto complessa!). Nessuno in studio, tantomeno Ginsborg, ha il coraggio di dire a Bondi che "Storia d'Italia", scritto proprio dal professore inglese che ha davanti, è considerato uno dei testi più autorevoli sull'argomento che sia mai stato scritto. Vabbè, Bondi un'altra tacca sulla stecca delle figure di merda.

Ginsborg fa finta di niente e continua, spiegando al mago Othelma la sottile differenza che può rendere lontanissimi i due modi di considerare la libertà. Lo fa con quattro parole:

...Libertà da. E libertà di.

Io sono rimasto di sasso. Perchè non avevo mai sentito nessuno dire qualcosa di così forte e in maniera così semplice.

Liberi DALLE tasse. Liberi DALLE regole. Liberi DALLA giustizia. Liberi DAI froci e DALLE lesbiche. Liberi DAI miscredenti. Liberi DA ciò che impone la convivenza civile.

E dall'altra parte, liberi DI credere o non credere. Liberi DI avere giustizia. Liberi DI convivere. Liberi DI essere gay. Liberi DI avere delle regole.

 

postato da: sdrella alle ore 12:22 | Permalink | commenti
categoria:pollitica
venerdì, 08 dicembre 2006

Che bella giornata! C'è il sole, finalmente! E la maniacale visita mattutina al sito di Repubblica mi regala una bellissima notizia: l'Unione ha deciso che entro la fine di gennaio regolamenterà le unioni di fatto (i cosidetti PACS) per le coppie etero e omosessuali. Con tutte le riserve che una coalizione come questa mi impone di avere, una notizia del genere apre uno spiraglio di luce. C'è vita nei loro cervelli!

Salvo poi capire che l'ordine del giorno imposto dal governo è una specie di contentino offerto alla sinistra radicale, leggermente incazzata nel vedere i diritti di successione per i conviventi uscire dalla finanziaria grazie alle pressioni di Mastella. Clemente da Ceppaloni non si nasconde.... e afferma che ha lottato duro per bocciare quell'emendamento poco gradito alla chiesa cattolica.

Riassumendo: L'Unione sta cercando di varare la finanziaria. La manovra prevedeva i diritti di successione anche per i conviventi. Questo alla chiesa non va bene (ormai non mi chiedo più il perchè) e il buon Mastella si prodiga per bocciare questo emendamento. Prodi accontenta Mastella ma si ritrova quasi tutta la coalizione inviperita che pretende qualcosa. Ecco come viene partorita l'idea dei PACS a gennaio. E' brutto da dire....ma.... meglio che niente!

 

postato da: sdrella alle ore 10:59 | Permalink | commenti
categoria:pollitica
lunedì, 04 dicembre 2006

Ebbravo Berlusconi! E' riuscito a portare in piazza migliaia di persone a protestare contro il governo Prodi, per quella che sicuramente verrà ricordata come la prima (e l'ultima) vera manifestazione della destra contemporanea. E' stato uno spettacolo unico... peccato non esserci anch'io! Me la sono proprio persa! Forza Italia, AN e la Lega, tutti insieme appassionatamente per le vie di Roma, a gremire piazza san Giovanni, a urlare slogan, sventolare bandiere, ostentare simboli e appartenenze. Tutti lì pigiati ad aspettare Silvio, reduce dal coccolone in diretta. Tutti col naso in su e le orecchie ben aperte per ascoltare la messa.

Fiono a pochissimo tempo fa eravamo abituati ad una realtà di destra piuttosto semplice da memorizzare e dare per scontata.

AN, partito dei postfascisti reinventatisi forza democratica, ha sempre avuto un rapporto piuttosto ambiguo con le manifestazioni. Le varie ali estreme del partito (e dell'ideologia che rappresenta), vale a dire Azione Giovani, Forza Nuova, Terza Posizione ecc ecc sfilano in piazza da anni sventolando le loro croci celtiche, inneggiando a Benito buonanima, salutando romanamente e via dicendo. I vertici del partito minimizzano ma non si dissociano. Nonostante la svolta di Fiuggi sembra che l'unico impulso vitale, vale a dire protestante, attivo, rimanga quello delle frange estreme.

La Lega Nord. I suoi militanti ci hanno abituato a fior di raduni ai piedi delle alpi, al rito pagano dell'imbottigliamento dell'acqua del Po e all'adunata veneziana, salutata ogni volta dal tricolore di una ultranovantenne combattiva, unica nota di colore in quelle giornate monocrome. Ma all'infuori di queste simil sagre paesane, mai nemmeno loro si erano spinti ad organizzare veri cortei di protesta. Se nestanno da sempre sulle loro, un pò orsi, un bel pò ostili.

Forza Italia. Un partito nato 13 anni fa. Significa che chi nel 93 era appena diciottenne, quindi all'ingresso della sua vita politica attiva, adesso ha 31 anni e si può fregiare di essere " un affiliato" di vecchia data. Una storia inesistente. Un background politico fatto da ingredienti allucinogeni: pubblicitari al soldo di mediaset, ex democristiani abbastanza furbi da fiutare l'affare, ex comunisti illuminati sulla via di Brugherio. Nessuno li hai mai visti sfilare, riunirsi spontaneamente spinti da un ideale comune, fosse solo il 740. Solo una sequela interminabile di conventions organizzate. Palazzetti strapieni. Una vera e propria tournée. Berlusconi riempie le arene da quasi 15 anni senza aver mai pubblicato un LP di successo, ma a parte questo la tecnica e i numeri sono queli di una popstar.

Ebbene... eccoli qua. Tutti insieme! Miracolo della comunicazione. Un megafono potentissimo strilla da settimane parole a effetto come tasse! Libertà! Soldi! Sprechi! Brogli! e il sempreverde COMUNISTI!           Il messaggio è amplificato a dismisura. La massa belante forzitaliota lo raccoglie subito, smaniosa di dimostrare "ai comunisti" che anche loro sanno camminare uniti per le strade di Roma. Lega e AN seguono a ruota per bieco opportunismo. Re Silvio è agli sgoccioli ma la farsa dell'alleanza va tenuta in piedi fino all'ultimo. Splendidi quelli dell'UDC, che sfilano in trasferta, in Sicilia, e ancora non s'è capito se ci sono, ci fanno, o se aspettano che passi il cadavere del nemico.

Ma è quasi natale.... ci pensa Emilio Fede, il Santa Claus a tempo indeterminato, a impacchettare tutto e regalarcelo attraverso il suo Tg. Siate buoni. Compatiteli! 

 

postato da: sdrella alle ore 00:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:pollitica
domenica, 22 ottobre 2006

Dalla lontanissima Svezia arrivano notizie preoccupanti: due deputate, due donne elette da poco più di una settimana (Maria Borelius e Cecilia Stego Chilo) si sono dimesse per non aver pagato il canone tv e per non aver versato i contributi alla colf. In Svezia vige la vergognosa consuetudine di mantenere pubblici i registri delle imposte, così da permettere a chiunque di conoscere la situazione tributaria del vicino. Subito dopo le elezioni, essendo cambiato il governo a favore della nuova maggioranza di destra, i giornalisti sono andati a fare le pulci alle tasse dei deputati e..... eureka! Hanno scoperto le magagne fiscali delle due signore. Queste, imbarazzatissime, si sono dimesse.

L'onda di questa notizia è arrivata subito in Italia, con la forza destabilizzante di dieci righe su Repubblica. Il parlamento ne ha subito preso atto, sensibile al pericolo che una simile notizia poteva comportare; infatti anche l'ultlimo usciere di Montecitorio sa bene che se una simile usanza prendesse piede nel nostro paese, la camera dei deputati si trasformerebbe in un Bed & Breakfast con una media permanenza di una notte a testa. "Dimetterci? Giammai" hanno urlato dalle file del centrodestra. "Andarcene? Ma figuriamoci" hanno risposto da quelle del centrosinistra. "Abdicare? Impossibile!" è stata la replica degli onorevoli di centro.            "A lavorare? Stocazzo!" ha chiosato Clemente Mastella, toccandosi i coglioni.

I lavori del parlamento si sono subito fermati, per lasciare posto ad un vero diluvio di manifestazioni spontanee, volte a chiarire senza se e senza ma che in Italia un siffatto modus vivendi non attecchirà mai.

Berlusconi, primo fra tutti, ha preso il microfono e ha elencato in tre minuti netti tutti i reati a lui imputati, con relativa sentenza di prescrizione, condanna o rinvio a giudizio. Previti e Dell'Utri battevano le mani e facevano da sottofondo, salmodiando a cappella come i neri per caso. La curva nord della lega, incitata da Borghezio con megafono e sciarpa dell'Avellino, ha intonato cori da stadio inneggiando al suo centravanti, Calderoli, che intanto faceva l'aeroplanino come Montella sotto lo scranno dei ministri.

A sinistra si stavano organizzando. Alla fine Prodi ha preso il microfono e ha finalmente raccontato la verità sul'IRI. Ha poi risparmiato la fatica a D'alema dicendo tutto, ma proprio tutto, sulla privatizzazione di Telecom.

Quelli dell'UDC erano al bar.

Infine si è alzato Mastella. ha chiesto la parola e ha aspettato che la bolgia si calmasse. Ottenuto il silenzio ha ruttato nel microfono, sentenziando la fine della seduta.

 

 

 

 

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categoria:pollitica
venerdì, 23 giugno 2006

Esiste una linea che separa la vita di noi comuni mortali da quella incredibile, eccitante, invidiabile dei nostri politici. E' una linea invisibile, tutt'altro che retta. E' uno steccato invalicabile ma nascosto nei gangli ben oliati della soietà post berlusconiana... quella nella quale i ladri, i truffatori, gli evasori, i mafiosi, i FURBI sono le persone stimabili. Quella nella quale gli onesti, gli scettici, i curiosi, gli INTELLIGENTI sono piccole zecche fastidiose con le quali, haimé, convivere, sperando un bel giorno di sterminarli.

Questa linea si manifesta come un lampo accecante ma fulmineo, a illuminare le CONSEGUENZE delle proprie azioni. Come un faro, come un bengala, rivela agli occhi stupiti o compiaciuti della folla dove sta la differenza tra NOI e LORO.

NOI dobbiamo rendere conto. Dobbiamo avere credenziali eccellenti per ottenere un buon lavoro o solo un prestito. Dobbiamo trovare ottime ragioni per giustificare le nostre parole. Dobbiamo vivere (per fortuna) con la consapevolezza che la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri, e che questo stato delle cose è garantito e vigilato dalla leggi. Dalle norme. Dall'etica. Dall'educazione. Dal senso civico. Noi dobbiamo, in poche parole, essere persone RESPONSABILI, perchè essendo altrimenti perdiamo il lavoro, la stima, la fiducia e spesso l'affetto.

LORO non devono rendere conto. Tantomeno a noi, che siamo pur sempre i loro "datori di lavoro e di stpendio". Loro assumono cariche spaventose, presiedono istituti che trattano temi incandescenti e vitali senza avere la benché minima ideaq di cosa si tratti... semplicemente salendo sul treno giusto. Loro hanno curriculum (fedine penali) spesso al limite del romanzo giallo, ma nessuno pensa che possa essere un buon motivo per allontanarli dalla cosa pubblica. Infine, loro delinquono, prostituiscono, sniffano, corrompono, falsificano e rubano in diretta telefonica con la questura, ma quando qualche pazzo cerca di fargli notare che hanno ancora le dita sporche di marmellata rispondono "è una persecuzione! Basta con queste intercettazioni!"....e scappano sbattendo la portiera dell'Alfa blu, di servizio, sgommando in faccia a NOI e alle nostre vite di merda.

LORO, ahimé, stanno insistendo inconsciamente nel volerci convincere che la rivoluzione non è un fatto inevitabile, come il pus purulento di un corpo marcio. Ma bensì il rutto consapevole di un corpo sano, ma gonfio d'alcool. Quindi ubriaco. Quindi imprevedibile.

A T T E N Z I O N E ! ! !

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venerdì, 02 giugno 2006

2 giugno, è il compleanno della Repubblica! Sessant'anni fa, nel primo referendum a suffragio universale, gli italiani scelsero tra monarchia e repubblica. Vinse la seconda, per fortuna, e il re diede prova di quanto gli uomini di un tempo fossero migliori di quelli odierni: non volle ricontare le schede!

La cosa imbarazzante, ma soprattutto per me inspiegabile, è festeggiare ogni anno la festa della Repubblica con una bella parata militare. Fosse il 25 aprile, quando in effetti l'Italia venne liberata dai carriarmati e dalle mitragliette, lo capirei. Ma cosa c'entra la folgore con il referendum del '46. Cosa c'entrano le motoguzzi della municipale e gli equini dei caramba con la scelta storica di mandare a casa il re e farci una costituzione?

Ma visto che le cose stanno così, comincio a organizzarmi: il 12 ottobre è il mio compleanno. Siete tutti invitati. Spareremo 26 cannonate in aria con una panzer della seconda guerra mondiale, accenderemo a mò di candeline 26 siluri da mortaio e taglieremo la torta con le granate. NON MANCATE!

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categoria:pollitica
martedì, 30 maggio 2006

Ha vinto Totò! La bellissima regione Sicilia, chiamata alle urne per scegliere il nuovo governatore, ha ri-confermato il candidato uscente Totò Cuffaro, detto Vasa Vasa (bacia bacia). La povera Rita Borsellino, lanciatasi in una campagna elettorale senza precedenti, ha comunque conquistato un gran numero di voti in più delle solite briciole che toccano al centrosinistra. Ma si è detta soddisfatta, anche perchè sapeva di partire svantaggiata, non potendo sfoggiare le credenziali che in Sicilia rendono un candidato "appetibile" agli elettori. Il suo avversario infatti, è da tempo indagato per favoreggiamento alla Mafia. Non si sa ancora se verrà condannato. Se le accuse a lui rivolte si confermeranno essere fondate. Intanto c'è il sospetto, e questo aumenta il valore del suo sfavillante curriculum. Onore alla Borsellino, che pur non essendo in odore di mafia (anzi, essendone una vittima illustre, vista la tragica fine del fratello Paolo) è comunque scesa in battaglia. Intanto nel quartier generale di Cuffaro si festeggia a vino, milza e ricotta. I soliti professionisti dell'odio, comunisti e giustizialisti, hanno insinuato che quella ricotta arrivasse fresca fresca dalla contrada Montagna dei Cavalli, luogo ameno e lussureggiante della campagna corleonese, dove un vecchio imprenditore produce formaggi da una quarantina d'anni. 

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martedì, 23 maggio 2006

Ieri sera il Mago di Segrate (nome di battaglia di Silvio Berlusconi) si è presentato a Porta a Porta per presentare la nuova magia che il suo circo porterà in giro per l'Italia. Davanti al fido Vespa, che per l'occasione sfoggiava una tintarella degna del miglior Baglioni e una lingua tagliente degna del miglior Bondi, il Mago ha esclamato "Riconteremo i voti... SENZA MANI!!!" Il pubblico s'è lasciato scappare un grido sbigottito. Una donna è svenuta dall'emozione e Emilio Fede, distante centinaia di chilometri ma connesso telepaticamente, ha avuto un orgasmo. Appena nello studio è tornata la calma, il Mago ha potuto spiegare la dinamica dell'incredibile performance. Lui stesso, accompagnato da due veline in topless, girerà l'Italia in lungo e in largo, piombando all'improvviso nei depositi dove ancora giaccioni i milioni di schede elettorali. Prima eseguirà un rituale propiziatorio, per invocare gli Dei che renderanno possibile l'impossibile: Bettino Craxi e gli alibi di Giulio Andreotti. Dopodichè, in una nuvola di zolfo, apparirà una misteriosa macchinetta contabanconote e un tritadocumenti Ranxerox modello "businness man". Con gesti magici e formule catartiche, le schede verranno prima conteggiate e poi ridotte a striscioline. Fino a quando, al culmine del climax, il Mago di Segrate cadrà in trance e con la voce di Wanna Marchi urlerà due numeri: il primo corrisponde ai voti per l'unione, il secondo a quelli per il centrodestra. Prima di svenire, potrebbe emettere una scoreggia per ogni scheda bianca, ma non sempre gli riesce.

Il biglietto per assistere allo spettacolo costa tre euro. Occhio che fuori c'è sempre qualche bagarino comunista che vende biglietti falsi. Buon divertimento a tutti!

postato da: sdrella alle ore 19:18 | Permalink | commenti (3)
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