
Alla vigilia dei mondiali, il nostro sistema calcistico si è trovato di fronte ad una scelta difficile: scendere in campo "solo" come una delle squadre favorite, oppure far vedere al mondo di che pasta siamo fatti? Ovvio che la verve italica ha avuto il sopravvento e tutti si sono messi al lavoro. Lucky Luciano Moggi, che in effetti lavora il doppio degli altri, ha fatto sapere che già da gennaio possiede le chiavi degli spogliatoi di cinquanta stadi tedeschi. Come i secondini. Un anellone di ferro e un mucchio tintinnante di chiavi. Durante il primo di tempo un osservatore attento studia la squadra avversaria. Al primo sgarro (un tunnel, una veronica, un goal) l'incaricato scrive sopra un pizzino il nome del giocatore, poi passa il pizzino a Biscardi che lo impara a memoria e lo ingoia. Biscardi si fionda negli spogliatoi (se venisse intercettato nessuno capirebbe il messaggio in codice) e lo comunica a Luciano, che da gran dirigente quale è non demanda a nessuno le operazioni delicate, e di sua mano chiuderà a chiave il responsabile durante l'inetrvallo. E gli arbitri? Nessun problema. Nel caso un designatore infedele ci appioppasse un arbitro vero (e non uno di quelli che ci portiamo da casa, finti, costruiti a Termini Imerese e pilotabili con i vecchi joystick dell'Amiga 600) Eva Kant e Diabolik partirebbero a razzo da Coverciano sulla lotus nera offerta dallo sponsor Tim. Nel tragitto avrebbero tutto il tempo di fare una delle loro maschere in lattice con le fattezze dell'arbitro, rapire costui e dirigere la gara al suo posto. Un vero "capolavoro", come il guru DeSantis ama definire le partite giocate bene. Ma il genio italiano famoso nel mondo non si limita a due soluzioni. Eh no! E' pronto anche il piano di riserva, detto "piano 2 secco". L'ha studiato Gigi Buffon con la consulenza di uno stratega della folgore che come copertura fa il lavamagliette al Parma calcio. Lo stesso Buffon, travestito da emigrato calabrese in Germania, avvicina la squadra avversaria pochi giorni prima della gara. Non è solo: dieci ex pugili veneti hanno il compito di persuadere i giocatori a puntare 500.000 euro a testa sulla propria sconfitta. Se il giorno della partita tutti gli undici dovessero essere in campo (è raro, ma può accadere) avrebbero qualche piccolissimo interesse a perdere quattro a zero.
Ci aspetta un grande mondiale, come sempre da protagonisti!
