
Se sei un uomo ma ti senti donna, non puoi usare il bagno riservato alle signore! Se ti vesti da donna, pensi come una donna e ti comporti come una donna, ma fra le gambe mantieni la tua natia virilità, non puoi permetterti di fare i tuoi bisogni dove meglio credi. Soprattutto se sei un onorevole deputato del nostro parlamento. Figuriamoci poi se hai a che fare con Elisabetta Gardini, supergnocca di clausura dei vecchi palinsesti, reinserita in politica dal Berluscon. Lei proprio non ci sta! Lei che fa girare la testa ai suoi colleghi ed è donna dalla testa ai piedi, non permetterebbe mai a uno, diciamo, come L'onorevole Vladimiro Guadagno (in arte Luxuria) di profanare il cesso femminile, teatro di make up in corsa, confessioni da liceali e crisi premestruali.
Infatti succede proprio questo.
Ma se le dotazioni sessuali di serie suscitano tali pandemoni, non succede altrettanto per le caratteristiche più specificatamente politiche dei vari avventori del parlamento. Io non ho ancora sentito nessuno incazzarsi di brutto perchè alla camera (e al senato) siede gente condannata, con la fedina penale sporca. Nessuno che emuli la Gardini, con tanto di espressioni come "mi sento stupratoooo!" , nel sapere che il suo vicino di seggio ha passato guai seri per corruzione. Nessuno che s'incazzi davvero nel vedere i colleghi votare per se stessi e per altri quattro o cinque compari. Nessuno che s'incazzi nell'assistere a cambi di schieramento penosi e opportunistici. Nessuno che s'incazzi come una lince nel conoscere i megastpendi e le stramegaliquidazioni degli A.D. di società pubbliche collassate nei debiti.
No.
L'anima in pace, cari miei. In Italia ci s'incazza solo al cesso. Una conferma della quale avremmo fatto volentieri a meno, sapendo benissimo, da anni, di essere rappresentati da grandi e piccoli pezzi di merda, che quindi galleggiano e spadroneggiano nel loro habitat naturale.