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venerdì, 29 dicembre 2006

Ieri pomeriggio il consiglio dei ministri si è riunito a Palazzo Chigi per prendere una decisione definitiva a proposito di una questione di vitale importanza per l'Unione: DOVE ANDIAMO A CAPODANNO?

I cronisti presenti riportano di una discussione molto accesa, dai toni talvolta aggressivi ma, specificano, sempre costruttiva, basata su proposte concrete che sottolineano quanto la coalizione di maggioranza riesca a mantenere la sua unità nonostante la grande diversità di culture politiche che la compongono.

L'incontro è cominciato con Romano Prodi che dopo una breve introduzione ha subito proposto la sua ipotesi: cenone a casa sua, a Bologna, brindisi di mezzanotte e tombolata a oltranza. Bersani e Diliberto hanno gradito, manifestando l'intenzione di partecipare alla spesa con quattro casse di Lambrusco di Sorbara e cinque metri di salsiccia sarda "Murru". Anche Livia Turco e Giovanna Melandri si sono subito mostrate favorevoli alla proposta, un pò meno Rosy Bindi che ha esternato qualche lamentela a proposito dell'usanza, a quanto pare molto radicata all'interno dell'Unione, di lasciarle tutti i piatti da lavare e di non dirle manco grazie. Le cose sembravano mettersi bene per il presidente Prodi (una buona fetta della maggioranza era infatti già disposta a seguire la sua linea) quando Piero Fassino ha fatto presente di non gradire l'idea del cenone, ma di preferire un buffet in piedi. Già sorgeva un dibattito sulle istanze di Fassino (tra l'altro imbucato, visto che non è ministro ndr) quando Pecoraro Scanio ha proposto di andare in un agriturismo di una sua amica, in Umbria, a ingozzarsi di insaccati locali. Fassino si è risentito, visto che si continuava sulla linea del "mangiare e bere", mentre Bersani e Diliberto hanno apprezzato, avendo ottoneuto il permesso di dirottare il vino e le salsicce già preventivate per la cena a casa Prodi. Nella bagarre si è inserito Antonio Di Pietro, per sottolineare che a lui va bene tutto ma non avrebbe tollerato i petardi. Su questo tutti i ministri si sono trovati d'accordo, anche se Francesco Caruso piangeva fuori nel corridoio visto che Bertinotti gli aveva promesso ben cinque "bombe Maradona" per la mezzanotte.

Prodi ha ripreso la parola, tentando di dare una forma comune alle istanze dei vari ministri. Dopo una breve consultazione si è deciso per l'agriturismo in Umbria, con cena in piedi di soli affettati, tombolata finale e le donne, tutte, al lavello la mattina dopo. E niente petardi!

Ma prende la parola Massimo D'Alema. La sua proposta era di andare tutti a New York con un volo easyjet da 30 euro tasse escluse, ma visto il poco tempo a disposizione per organizzare il viaggio la maggioranza compatta ha bocciato la proposta (con evidente scorno di D'Alema che, da voci non confermate, avrebbe già prenotato per conto suo).

L'attenzione è caduta allora su Rutelli, che stava in un angolo mezzo nascosto, in silenzio. Dopo qualche domanda insistente di Bersani è stato costretto a confessare che, nonstante un capodanno tutti insieme l'avrebbe reso davvero felice, ahimé aveva già accettato l'invito di Casini e Cesa per il veglione dell'UDC a Campo Imperatore. Il leggero imbarazzo seguito a queste affermazione ha lasciato subito spazio ad un ritrovato entusiasmo, dopo che Prodi, presa la parola per l'ennesima volta, si accingeva a stendere una bozza del programma definitivo. Padoa Schioppa ha corroborato la posizione di Prodi sostenendo che lo stato poteva reggere benissimo le spese per la cena e pure per la tombolata.

Ma proprio sul finire della riunione il ministro dei trasporti Bianchi ha sollevato il problema delle macchine. Prodi viaggia in treno, e poi ha già venduto da anni il camper giallo della vecchia campagna elettorale. Bersani ha una vecchia Ritmo, infatti contava sul passaggio della Melandri che ha la Smart. La Turco e la Bindi in autostrada non guidano quasi mai. Di Pietro ha una Passat ma omologata come autocarro quindi ci si sta solo in quattro. Schioppa ha un Simca che, a sentire lui, beve un casino quindi non la muove dal garage. Pecoraro Scanio ha ancora il Sì Piaggio. Gentiloni e Mussi hanno bucato ieri, guarda caso. Parisi ha la Hummer ma non può circolare fuori da Aviano.

Il problema sembra invalicabile.

Ma dal fondo dell'aula, dalla sua amatissima quarta fila, si è alzato Clemente Mastella, che nessuno aveva ancora interpellato. Mastella ha informato i suoi colleghi di possedere un vecchio autobus da cinquantatre posti, usato per anni come scuolabus per le gite delle medie superiori del suo comune. Ma ha aggiunto che a lui dell'agriturismo in Umbria, del salame e del lambrusco non gli frega un cazzo e che quindi avrebbe volentieri scarrozzato la comitiva, a patto che il cenone si tenesse a Ceppaloni e che solo a lui sarebbe toccato l'onore di chiamare i numeri della tombola!

Buon anno ragazzi!

postato da: sdrella alle ore 15:16 | Permalink | commenti
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lunedì, 11 dicembre 2006

Avete sentito? Enzo Biagi torna in TV

postato da: sdrella alle ore 11:44 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 08 dicembre 2006

Ieri sera Paul Ginsborg, ospite di Santoro ad annozaro, ha detto una cosa che mi ha fatto tremare sulla poltrona. Poche parole, dette con la dolcezza e l'efficacia proprie delle persone intelligenti.

Preambolo: ospite in studio c'è Sandro Bondi, il mago Otelma della CdL. Si parla della manifestazione del 2 dicembre a piazza San Giovanni. E' chiaro che ci sarà battaglia. Il servizio di rai2 che riprende parti del corteo mostra la peggio gente: neofascisti con la bandiera di Forza Italia, giovanotti che fanno il saluto romano, donne over 40 che inneggiano a berlusconi come a un lapdancer da balera la sera dell'8 marzo. Faziosità? Non lo so. quella gente in piazza c'era davvero, non erano figuranti. Finisce il servizio e Bondi prende la parola. Sembra uno Zeppelin che sta per scoppiare. Sciorina un sermone a metà tra le minacce divine ad Adamo ed Eva (lavorerai con sudeore...partorirai con dolore) e le parole di un operatore sociale degli alcolisti anonimi. parla dell'odio della sinistra e dell'amore della destra, della cattiveria di Santoro e della bontà ascetica di Berlusconi. Ma soprattutto, fedele alla linea di partito e al brand marketing del suo padrone, parla di libertà. Libertà in tutte le salse, in tutte le frasi, all'inizio e alla fine di tutte le affermazioni.

La discussione traballa, visto che a sandro Bondi è opposto Antonio Di Pietro (roba che anche la Borromeo sembra uscita dall'Accademia della Crusca...). A questo punto s'inserisce Ginsborg. Accenna una considerazione ma viene subito interrotto da Bondi con queste parole (...mi scusi professore, ma deve sapere che la storia italiana è molto complessa!). Nessuno in studio, tantomeno Ginsborg, ha il coraggio di dire a Bondi che "Storia d'Italia", scritto proprio dal professore inglese che ha davanti, è considerato uno dei testi più autorevoli sull'argomento che sia mai stato scritto. Vabbè, Bondi un'altra tacca sulla stecca delle figure di merda.

Ginsborg fa finta di niente e continua, spiegando al mago Othelma la sottile differenza che può rendere lontanissimi i due modi di considerare la libertà. Lo fa con quattro parole:

...Libertà da. E libertà di.

Io sono rimasto di sasso. Perchè non avevo mai sentito nessuno dire qualcosa di così forte e in maniera così semplice.

Liberi DALLE tasse. Liberi DALLE regole. Liberi DALLA giustizia. Liberi DAI froci e DALLE lesbiche. Liberi DAI miscredenti. Liberi DA ciò che impone la convivenza civile.

E dall'altra parte, liberi DI credere o non credere. Liberi DI avere giustizia. Liberi DI convivere. Liberi DI essere gay. Liberi DI avere delle regole.

 

postato da: sdrella alle ore 12:22 | Permalink | commenti
categoria:pollitica
venerdì, 08 dicembre 2006

Che bella giornata! C'è il sole, finalmente! E la maniacale visita mattutina al sito di Repubblica mi regala una bellissima notizia: l'Unione ha deciso che entro la fine di gennaio regolamenterà le unioni di fatto (i cosidetti PACS) per le coppie etero e omosessuali. Con tutte le riserve che una coalizione come questa mi impone di avere, una notizia del genere apre uno spiraglio di luce. C'è vita nei loro cervelli!

Salvo poi capire che l'ordine del giorno imposto dal governo è una specie di contentino offerto alla sinistra radicale, leggermente incazzata nel vedere i diritti di successione per i conviventi uscire dalla finanziaria grazie alle pressioni di Mastella. Clemente da Ceppaloni non si nasconde.... e afferma che ha lottato duro per bocciare quell'emendamento poco gradito alla chiesa cattolica.

Riassumendo: L'Unione sta cercando di varare la finanziaria. La manovra prevedeva i diritti di successione anche per i conviventi. Questo alla chiesa non va bene (ormai non mi chiedo più il perchè) e il buon Mastella si prodiga per bocciare questo emendamento. Prodi accontenta Mastella ma si ritrova quasi tutta la coalizione inviperita che pretende qualcosa. Ecco come viene partorita l'idea dei PACS a gennaio. E' brutto da dire....ma.... meglio che niente!

 

postato da: sdrella alle ore 10:59 | Permalink | commenti
categoria:pollitica
mercoledì, 06 dicembre 2006

Per chi ha nostalgia dei film di 007, ma quelli fatti veramente bbbene.... Per chi s'è rotto i coglioni di leggere il giornale e trovarci sempre notizie noiose "mentre invece anvedi checculo gli americani che ce n'hanno sempre una nuova".... Per chi l'Italia gli va stretta e ha voglia d'essere internazionale.... Per chi è scontento, per chi vuole azione, ritmo, suspance e magari pure un lieto fine....

                            ....Mario Scaramella, Paolo Guzzanti, Alexander Litvinenko in....

                                                 ...LA COMMISSIONE MITROKHIN...

                             con la straodinaria partecipazione di Silvio Berlusconi

Trama:   In Italia stanno arrivando le elezioni politiche 2006. la sinistra è in vantaggio. Non che sia sto granché di coalizione, ma la Destra, capitanata da Berlusconi, è peggio dell'armata brancaleone. Il governo uscente non sa come fare. Dare il paese in mano ai comunisti sarebbe un disastro, una catastrofe, peggio della sostituzione di Baggio ai mondiali '94. Entra in scena Paolo Guzzanti, presidente della cosiddetta "commissione Mitrokhin", un gruppo di efficentissimi esperti che cercano di stabilire, catalogare e vendere a novella 2000 le relazioni tra il KGB russo e i politici italiani. Paolo Guzzanti viene incaricato di trovare le prove che Romano Prodi, candidato leader della sinistra, sia in verità una spia al soldo del KGB. Gli uomini di Guzzanti si mettono al lavoro.... ma dopo mesi di ricerche i risultati sono scarsi e scoraggianti. Si sono trovate connessioni tra Prodi e Biff "cane pazzo" Tannen, si sono trovate tracce di Kriptonite nell'ufficio di Sircana, si è scoperto che Fassino è opera di Tim Burton e viene pagato dalla Paramount.... ma del KGB e della Russia non c'è traccia.

A questo punto la trama si complica. A Londra muore un ex agente russo del KGB. Di li a pochi giorni viene indagato Mario Scaramella, guarda caso consulente di Guzzanti e della commissione Mitrokhin, accusato di aver avvelenato l'agente russo e di cercare notizie false su sto benedetto Prodi e sto maledetto KGB. Spuntano le intercettazioni telefoniche! Salta fuori Berlusconi, che a quanto pare ha promesso a Scaramella un bel posto di lavoro all'estero in cambio di queste informazioni. La bufera investe Guzzanti, che in un attimo di follia risponde ai giornalisti "ma che volete, io sono solo un comico" per poi ravvedersi subito.

Un bel film davvero. Avvincente, sottile, spesso paradossale ma mai troppo distante dalla realtà. Bravissimi gli attori. Fonti ben informate dicono che negli studi di Villa Certosa sia già in lavorazione il sequèl.... "MISERIA TERRORE E MORTE"....

                                                                  BUONA VISIONE

postato da: sdrella alle ore 18:44 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 04 dicembre 2006

Ebbravo Berlusconi! E' riuscito a portare in piazza migliaia di persone a protestare contro il governo Prodi, per quella che sicuramente verrà ricordata come la prima (e l'ultima) vera manifestazione della destra contemporanea. E' stato uno spettacolo unico... peccato non esserci anch'io! Me la sono proprio persa! Forza Italia, AN e la Lega, tutti insieme appassionatamente per le vie di Roma, a gremire piazza san Giovanni, a urlare slogan, sventolare bandiere, ostentare simboli e appartenenze. Tutti lì pigiati ad aspettare Silvio, reduce dal coccolone in diretta. Tutti col naso in su e le orecchie ben aperte per ascoltare la messa.

Fiono a pochissimo tempo fa eravamo abituati ad una realtà di destra piuttosto semplice da memorizzare e dare per scontata.

AN, partito dei postfascisti reinventatisi forza democratica, ha sempre avuto un rapporto piuttosto ambiguo con le manifestazioni. Le varie ali estreme del partito (e dell'ideologia che rappresenta), vale a dire Azione Giovani, Forza Nuova, Terza Posizione ecc ecc sfilano in piazza da anni sventolando le loro croci celtiche, inneggiando a Benito buonanima, salutando romanamente e via dicendo. I vertici del partito minimizzano ma non si dissociano. Nonostante la svolta di Fiuggi sembra che l'unico impulso vitale, vale a dire protestante, attivo, rimanga quello delle frange estreme.

La Lega Nord. I suoi militanti ci hanno abituato a fior di raduni ai piedi delle alpi, al rito pagano dell'imbottigliamento dell'acqua del Po e all'adunata veneziana, salutata ogni volta dal tricolore di una ultranovantenne combattiva, unica nota di colore in quelle giornate monocrome. Ma all'infuori di queste simil sagre paesane, mai nemmeno loro si erano spinti ad organizzare veri cortei di protesta. Se nestanno da sempre sulle loro, un pò orsi, un bel pò ostili.

Forza Italia. Un partito nato 13 anni fa. Significa che chi nel 93 era appena diciottenne, quindi all'ingresso della sua vita politica attiva, adesso ha 31 anni e si può fregiare di essere " un affiliato" di vecchia data. Una storia inesistente. Un background politico fatto da ingredienti allucinogeni: pubblicitari al soldo di mediaset, ex democristiani abbastanza furbi da fiutare l'affare, ex comunisti illuminati sulla via di Brugherio. Nessuno li hai mai visti sfilare, riunirsi spontaneamente spinti da un ideale comune, fosse solo il 740. Solo una sequela interminabile di conventions organizzate. Palazzetti strapieni. Una vera e propria tournée. Berlusconi riempie le arene da quasi 15 anni senza aver mai pubblicato un LP di successo, ma a parte questo la tecnica e i numeri sono queli di una popstar.

Ebbene... eccoli qua. Tutti insieme! Miracolo della comunicazione. Un megafono potentissimo strilla da settimane parole a effetto come tasse! Libertà! Soldi! Sprechi! Brogli! e il sempreverde COMUNISTI!           Il messaggio è amplificato a dismisura. La massa belante forzitaliota lo raccoglie subito, smaniosa di dimostrare "ai comunisti" che anche loro sanno camminare uniti per le strade di Roma. Lega e AN seguono a ruota per bieco opportunismo. Re Silvio è agli sgoccioli ma la farsa dell'alleanza va tenuta in piedi fino all'ultimo. Splendidi quelli dell'UDC, che sfilano in trasferta, in Sicilia, e ancora non s'è capito se ci sono, ci fanno, o se aspettano che passi il cadavere del nemico.

Ma è quasi natale.... ci pensa Emilio Fede, il Santa Claus a tempo indeterminato, a impacchettare tutto e regalarcelo attraverso il suo Tg. Siate buoni. Compatiteli! 

 

postato da: sdrella alle ore 00:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:pollitica