
Ieri pomeriggio il consiglio dei ministri si è riunito a Palazzo Chigi per prendere una decisione definitiva a proposito di una questione di vitale importanza per l'Unione: DOVE ANDIAMO A CAPODANNO?
I cronisti presenti riportano di una discussione molto accesa, dai toni talvolta aggressivi ma, specificano, sempre costruttiva, basata su proposte concrete che sottolineano quanto la coalizione di maggioranza riesca a mantenere la sua unità nonostante la grande diversità di culture politiche che la compongono.
L'incontro è cominciato con Romano Prodi che dopo una breve introduzione ha subito proposto la sua ipotesi: cenone a casa sua, a Bologna, brindisi di mezzanotte e tombolata a oltranza. Bersani e Diliberto hanno gradito, manifestando l'intenzione di partecipare alla spesa con quattro casse di Lambrusco di Sorbara e cinque metri di salsiccia sarda "Murru". Anche Livia Turco e Giovanna Melandri si sono subito mostrate favorevoli alla proposta, un pò meno Rosy Bindi che ha esternato qualche lamentela a proposito dell'usanza, a quanto pare molto radicata all'interno dell'Unione, di lasciarle tutti i piatti da lavare e di non dirle manco grazie. Le cose sembravano mettersi bene per il presidente Prodi (una buona fetta della maggioranza era infatti già disposta a seguire la sua linea) quando Piero Fassino ha fatto presente di non gradire l'idea del cenone, ma di preferire un buffet in piedi. Già sorgeva un dibattito sulle istanze di Fassino (tra l'altro imbucato, visto che non è ministro ndr) quando Pecoraro Scanio ha proposto di andare in un agriturismo di una sua amica, in Umbria, a ingozzarsi di insaccati locali. Fassino si è risentito, visto che si continuava sulla linea del "mangiare e bere", mentre Bersani e Diliberto hanno apprezzato, avendo ottoneuto il permesso di dirottare il vino e le salsicce già preventivate per la cena a casa Prodi. Nella bagarre si è inserito Antonio Di Pietro, per sottolineare che a lui va bene tutto ma non avrebbe tollerato i petardi. Su questo tutti i ministri si sono trovati d'accordo, anche se Francesco Caruso piangeva fuori nel corridoio visto che Bertinotti gli aveva promesso ben cinque "bombe Maradona" per la mezzanotte.
Prodi ha ripreso la parola, tentando di dare una forma comune alle istanze dei vari ministri. Dopo una breve consultazione si è deciso per l'agriturismo in Umbria, con cena in piedi di soli affettati, tombolata finale e le donne, tutte, al lavello la mattina dopo. E niente petardi!
Ma prende la parola Massimo D'Alema. La sua proposta era di andare tutti a New York con un volo easyjet da 30 euro tasse escluse, ma visto il poco tempo a disposizione per organizzare il viaggio la maggioranza compatta ha bocciato la proposta (con evidente scorno di D'Alema che, da voci non confermate, avrebbe già prenotato per conto suo).
L'attenzione è caduta allora su Rutelli, che stava in un angolo mezzo nascosto, in silenzio. Dopo qualche domanda insistente di Bersani è stato costretto a confessare che, nonstante un capodanno tutti insieme l'avrebbe reso davvero felice, ahimé aveva già accettato l'invito di Casini e Cesa per il veglione dell'UDC a Campo Imperatore. Il leggero imbarazzo seguito a queste affermazione ha lasciato subito spazio ad un ritrovato entusiasmo, dopo che Prodi, presa la parola per l'ennesima volta, si accingeva a stendere una bozza del programma definitivo. Padoa Schioppa ha corroborato la posizione di Prodi sostenendo che lo stato poteva reggere benissimo le spese per la cena e pure per la tombolata.
Ma proprio sul finire della riunione il ministro dei trasporti Bianchi ha sollevato il problema delle macchine. Prodi viaggia in treno, e poi ha già venduto da anni il camper giallo della vecchia campagna elettorale. Bersani ha una vecchia Ritmo, infatti contava sul passaggio della Melandri che ha la Smart. La Turco e la Bindi in autostrada non guidano quasi mai. Di Pietro ha una Passat ma omologata come autocarro quindi ci si sta solo in quattro. Schioppa ha un Simca che, a sentire lui, beve un casino quindi non la muove dal garage. Pecoraro Scanio ha ancora il Sì Piaggio. Gentiloni e Mussi hanno bucato ieri, guarda caso. Parisi ha la Hummer ma non può circolare fuori da Aviano.
Il problema sembra invalicabile.
Ma dal fondo dell'aula, dalla sua amatissima quarta fila, si è alzato Clemente Mastella, che nessuno aveva ancora interpellato. Mastella ha informato i suoi colleghi di possedere un vecchio autobus da cinquantatre posti, usato per anni come scuolabus per le gite delle medie superiori del suo comune. Ma ha aggiunto che a lui dell'agriturismo in Umbria, del salame e del lambrusco non gli frega un cazzo e che quindi avrebbe volentieri scarrozzato la comitiva, a patto che il cenone si tenesse a Ceppaloni e che solo a lui sarebbe toccato l'onore di chiamare i numeri della tombola!
Buon anno ragazzi!





